DOCUMENTI PER MATRIMONIO

Uno dei più importanti adempimenti da espletare per poterrsi sposare è quello di presentare i documenti per il matrimonio dei futuri sposi presso il comune qualche mese prima della cerimonia, sia che questa avvenga con rito civile o con quello religioso. La legge Bassanini (127/97) ha semplificato le procedure introducendo l’istituto dell’autocertificazione, ma occorre fare molta attenzione affinché tutto ciò che deve essere depositato e dichiarato all’Ufficio apposito del Comune sia fatto in modo corretto.


Inoltrare un’autocertificazione

  • I futuri sposi debbono recarsi presso l’ufficio matrimoni del comune avendo cura di esibire un documento valido. L’autocertificazione non ha bisogno di bolli o autentica della firma del dichiarante. Non possono autocertificarsi i minorenni, gli stranieri e chi ha una condizione di vedovanza inferiore a 300 giorni;
  • L’Ufficio Partecipazioni, quindi, prende la dichiarazione dei due fidanzati con i relativi documenti ed attende che i futuri coniugi chiedano le pubblicazioni all’Ufficiale dello Stato Civile. Successivamente le pubblicazioni vengono affisse all’Albo Pretorio del Comune di residenza per un mese: il tutto serve ad eventuali opposizioni di terzi sulle nozze.

Terminato tale periodo, il matrimonio è ufficialmente celebrabile entro sei mesi.


Documenti per matrimonio civile

  • Estratto di nascita presso il comune di residenza. Ha validità tre mesi. Gli italiani nati all’estero possono sostituire il documento con un atto notorio rilasciato dalla Pretura;
  • Contestuale presso il comune di residenza. Contiene residenza, cittadinanza e stato libero.

Documenti per matrimonio religioso

  • Battesimo. Si richiede presso la chiesa in cui è stato celebrato il sacramento. Ha validità sei mesi. Qualora non sia reperibile può essere sostituito dalla dichiarazione di un testimone;
  • Cresima. È necessario avere ricevuto il sacramento prima del matrimonio. Se il documento non è reperibile si può sostituire con un giuramento da parte dell’interessato;
  • Stato Libero ecclesiastico. Viene normalmente redatto dal parroco.

Casi particolari

  • Vedovanza. Serve presentare al Comune l’atto di morte del coniuge;
  • Nullità da Tribunale Ecclesiastico. Per chi ha ricevuto la sentenza di nullità della precedente unione, deve esibire in comune l’atto civile del primo matrimonio, rilasciato dal comune stesso, previa autorizzazione della Procura della Repubblica, dove è annotata l’efficacia, in Italia, del parere del tribunale Ecclesiastico;
  • Divorzi: Serve presentare al Comune l’atto civile del precedente matrimonio. La Procura della Repubblica emette l’autorizzazione al rilascio di tale documento dove è annotato lo scioglimento del vincolo;
  • Stranieri: Per chi non è cittadino dell’Unione Europea serve il Nulla Osta Consolare.